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siracusa a cura di APT Siracusa 
siracusa

» SIRACUSA
Una posizione geografica invidiabile, tra le acque del Porto grande, l’unico riparo naturale delle coste siciliane ed i monti Iblei, Siracusa fu fondata da un gruppo di coloni greci provenienti da Corinto e guidati da Archia nel VIII secolo a.C. Ma la zona era già abitata, come testimoniano i reperti venuti alla luce nella zona di piazza Duomo, già nel XIV secolo a.C. Oggi Siracusa (il nome deriva dal greco Sirako, che significa palude) conta 127 mila abitanti che vivono nei cinque quartieri dell’antica Pentapoli di Dionisio dai nomi greci (come Akradina, Tike, Neapolis, Ortigia) e Santa Lucia, più le frazioni di Cassibile, a Sud, nei pressi dell’omonimo fiume che i greci chiamavano Kakiparys, e Belvedere, a poca distanza dal Castello Eurialo.

   
greci » I GRECI
I Corinzi arrivarono ad Ortigia (in greco isola delle quaglie) nel VIII secolo a.C. I coloni erano guidati da Archia. Il tiranno Gelone dal 540 al 478 a.C. avviò lo sviluppo urbanistico di Ortigia. Sulla terraferma venne fondato il quartiere di Akradina. Nel V secolo Siracusa subì un vero e proprio boom demografico, che portò alla costruzione di altri due quartieri, Tyche e Neapolis. Dionisio, a partire dal 405, costruì una cinta muraria di 27 chilometri con punto centrale di difesa il castello Eurialo, trasferendo la popolazione nei quartieri di Akradina e Tyche, designando Neapolis come zona monumentale e Epipolis come comando strategico della regione. Dopo i periodi di democrazia (Timoleonte) e di dispotismo (Agatocle) l’avvento di Ierone II segnò un’era di pace per la città, garantita da accordi con Roma e Cartagine.
   
TEATRO
teatro greco
» IL TEATRO
Il Teatro di Siracusa è uno dei più grandi del mondo greco. La struttura, interamente scolpita nella sua roccia del Temenite fu creata dall’architetto Damocopos, soprannominato Myrilla. Usato pure per assemblee pubbliche fu rimaneggiato al tempo di Ierone (II secolo a.C.) ed anche i romani ne modificarono l’assetto per dedicarlo ad altri spettacoli. Nel XVI secolo gli spagnoli lo spogliarono del marmo che ricopriva le gradinate. Il teatro è orientato verso il mare, ha un’acustica eccellente ed offriva agli spettatori un bellissimo panorama. La cavea ha un diametro di 138 metri ed è costituita da 67 ordini di gradini divisi in nove cunei (settori). A Ovest del teatro la via dei Sepolcri, che si inoltra tra due pareti di roccia con scavate nicchie votive di epoca ellenistica e ipogei bizantini. A valle, una maestosa gradinata rettilinea di 27 metri di lunghezza, forse un teatro arcaico.
   
NEAPOLIS
mura dionigiane
» LA NEAPOLIS
L’ara di Ierone fu fatta costruire dal tiranno nel periodo di pace che seguì le guerre puniche. Lunga uno stadio (198 metri) l’ara consisteva in un gigantesco ripiano di roccia su cui per le celebrazioni Eleutèrie (Zeuss liberatore) venivano sacrificati oltre 400 tori. Nell’area del parco archeologico la latomia del Paradiso, l’enorme cava di pietra da cui furono estratti nel corso del secoli 850 mila metri cubi di roccia calcarea, utilizzata per costruire la città. Nella latomia l’Orecchio di Dionisio, una grotta artificiale a forma di esse, lunga 65 metri e alta 23. A darle questo nome fu Caravaggio, che la visitò e notò la sua caratteristica di amplificare anche il più minimo rumore. Attigua, la grotta dei Cordari, che prende il nome dall’ormai scomparso mestiere degli annodatori. Accanto alla latomia dell’Intagliatella, la più piccola latomia di Santa Venera, trasformata in un rigoglioso giardino. Una fitta vegetazione caratterizza anche la latomia dei Cappuccini, nella parte della balza di Akradina più vicina al mare.
   
eurialo
castello eurialo
» L'EURIALO
Le mura dionigiane, realizzate dal tiranno Dionisio I nel V secolo, nel momento di maggiore espansione della Pentapoli, racchiudevano Siracusa in una cerchia difensiva alta 10 metri e spessa tre. I nemici, in quel tempo, erano i cartaginesi. Del sistema difensivo della città faceva parte anche la Scala greca, demolita negli anni Quaranta, un sistema irregolare di fortificazioni a dirupo sul mare. Del grande sistema difensivo progettato da Dionisio per la metropoli faceva parte anche il castello Eurialo (da “euervelos”, letteralmente chiodo a base larga) esteso su 15 mila metri quadri. L’Eurialo oggi appare come lo rimaneggiarono i bizantini mille anni dopo la sua fondazione. Ma nel suo concepimento originario era composto da una fortezza avanzata collegata al corpo principale da un ponte lavatoio a Ovest e cinque torri, oggi ancora visibili.
   
ROMANI
castello maniace
» I ROMANI
Nel 212 Siracusa viene presa e saccheggiata dal console romano Marcello. Per la città, presa dopo due anni d’assedio, comincia un inevitabile momento di decadenza, segnato in maniera particolare dal governatorato di Verre, che si costruì una splendida villa sull’estrema punta di Ortigia, nella zona nella quale in seguito fu edificato dai bizantini il primo nucleo di quello che sarebbe diventato il federiciano castello Maniace. Una presenza tanto pesante per i Siracusani, che il Senato di Roma inviò come ispettore Cicerone, incaricato di indagare sulle spoliazioni delle quali si rese protagonista il console. In epoca paleocristiana i contatti commerciali con la Palestina permisero alla città di diventare, tra il I e il III secolo (ci sono le tracce del passaggio di San Paolo), una vera e propria testa di ponte del cristianesimo in Sicilia. Dall’editto di Costantino (313 d.C.) Siracusa diventa sede vescovile.
   
anfiteatro » I MONUMENTI
Il Parco archeologico della Neapolis custodisce anche parte delle vestigia romane di Siracusa. L’anfiteatro romano, scoperto nel 1839, si fa risalire al I secolo d.C., ed è la terza struttura del genere per grandezza, dopo il Colosseo e l’arena di Verona. Spicca, tra un gruppo di tombe romane di epoca imperiale, quella che si è voluta identificare come la tomba di Archimede. Si tratta, invece, di un colombario romano del I secolo. La vera tomba di Archimede, descritta da Cicerone come un cippo con la figura di una sfera e un cilindro, è andata persa. Lungo via Elorina, il Ginnasio romano del I secolo d.C., nel luogo che alcune fonti indicano ci fosse la tomba di Timoleonte.
   
ginnasio » IL GINNASIO
Fuori dal parco archeologico, nell’antico quartiere di Tyche, nella zona di piazza della Vittoria, sono venuti alla luce resti di una strada pavimentata in uso dal I al III secolo d.C.. A Sud i resti del santuario dedicato a Demetra e Kore. Via Arsenale prende il nome dai resti dell’antico arsenale greco, costruito da Dionisio. E’ costituito da grandi fosse rettangolari scavate nella roccia entro le quali venivano tirate a secco le navi. Nei pressi, nelle fondamenta di un palazzo degli anni Sessanta, i resti di un complesso termale bizantino. Nella zona del giardino Mafalda di Savoia i resti del foro siracusano. Lungo via Elorina, il Ginnasio romano del I secolo d.C., nel luogo che alcune fondi indicano ci fosse la tomba di Timoleonte. Nel Porto piccolo gli scavi hanno riportato alla luce il bacino denominato "Lakkios", cioè marmoreo; nella zona i resti di un ponte di epoca romana che congiungeva Ortigia con la terraferma.
   
catacombe » CATACOMBE
L’estensione delle catacombe di Siracusa è seconda soltanto a quella delle catacombe romane. La città fu una vera e propria testa di ponte del cristianesimo per gli intensi rapporti commerciali che Siracusa antica ebbe con la Siria e la Palestina, oltre che alla presenza carismatica di San Paolo, al cui periodo di permanenza a Siracusa è dedicata la chiesa paleocristiana accanto all’Appolonion. Le catacombe di San Giovanni sono le più recenti del tessuto siracusano e le uniche aperte al pubblico. Sono costituite da un intricato labirinto di gallerie che fa capo al "decumanus maximus". Le gallerie conducono a cinque cappelle circolari, tra cui la rotonda di Adelfia, da cui proviene un bel sarcofago del VI secolo d.C., che da poco ha trovato collocazione al museo archeologico "Orsi". Quasi del tutto inesplorate quelle di Vigna Cassia. Altro vastissimo complesso sotto la chiesa di Santa Lucia al Sepolcro.
   
svevi » SVEVI
Il periodo svevo, dal 1194 al 1268, è contrassegnato dalla convivenza del forte potere ecclesiastico con quello regio, che fu insieme punto di equilibrio e di forza per il mantenimento della città in un notevole splendore sia economico che culturale. Federico II ricostruisce il castello Maniace, riforzando secondo i canoni dei suoi architetti, tra cui spicca il lentinese Riccardo, l’antica fortezza bizantina sulla punta estrema di Ortigia. In quel periodo si costituiscono a Siracusa i monasteri dei Francescani e dei Domenicani, ordini religiosi forti, che con la loro presenza condizionarono per secoli la vita della città.
   
san marciano » SAN MARCIANO
Nel Medioevo l’elemento che divenne terreno fertile per la prosperità della città fu la sostanziale concordia con la quale i dominatori che si susseguirono, dai Normanni, agli Angioini, agli Spagnoli, governarono Siracusa insieme alla Chiesa. Tra i monumenti testimoni di questi secoli, la chiesa di San Giovanni Evangelista, fondata nel I secolo d.C. e costruita forse coi resti del tempio greco distrutto di Demetra e Kore, nella cui cripta era conservato il corpo del primo vescovo della città, Marciano. La chiesa, devastata dagli arabi, fu ricostruita dai Normanni, alla cui età risalgono quattro capitelli coi simboli degli Evangelisti che ornano la cripta di San Marciano.
   
ortigia » ORTIGIA
A Ortigia del periodo medioevale restano poche ma interessantissime testimonianze. Palazzo Greco, edificato nel XIV secolo, con un’elegante loggia d’angolo con una fontana, oggi è sede dell’Inda (Istituto Nazionale Dramma Antico). Quasi di fronte la chiesa di San Cristoforo, di stile chiaramontano. In via Mirabella la chiesa normanna di San Tommaso, costruita nel 1199. E’ invece considerato uno dei simboli della Sicilia trecentesca palazzo Mergulese Montalto, donato ai Montalto da Costanza d’Aragona. Fu smantellato nel XIX secolo palazzo Migliaccio, del cui prospetto in via Picherali si conservano soltanto i motivi a zig zag di pietra lavica nera alternata a calcare bianco. In via Cavour palazzo Abela. La chiesa di San Martino, nata come basilica paleocristiana, poco distante da palazzo Bellomo (sede della galleria regionale), costruito forse da Federico II, diventò nel 1365 di proprietà della famiglia Bellomo.
   
maniace » IL MANIACE
Federico II, nel suo primo viaggio in Sicilia, fece costruire sull’estremità di Ortigia che punta verso il Plemmirio, sullo stesso sito nel quale sorgeva una fortificazione bizantina il terzo dei suoi castelli sulla costa orientale dell’Isola dopo quello di Catania, il castello Ursino, e quello di Augusta. Nel Cinquecento le fortificazioni spagnole inglobarono il mastio, estendendo coi loro bastioni la superficie del castello a tutto l’estremo sperone roccioso di Ortigia. La struttura esterna del castello Maniace (che porta il nome del valoroso generale bizantino che strappò Siracusa agli arabi) rimane quella duecentesca.
Al castello si accede da un portale sormontato da uno stemma spagnolo. Quattro torri cilindriche sono poste agli angoli della fortezza. L'interno è stato nel corso del secoli profondamente rimaneggiato. Rimane però perfettamente visibile la sua struttura a 25 campate, coperte da volte a crociera, disposte intorno ad un atrio centrale. Della costruzione originale resta uno dei quattro camini monumentali e il cosiddetto "bagno della Regina", una stanza sotterranea al livello del mare, con alcuni sedili e una vasca di marmo.
   
  » GLI SPAGNOLI
Con l’avvento degli Aragonesi, nel 1361 Siracusa diviene sede della Camera Reginale. Nuovi interventi urbanistici esprimono la alleanza tra baroni e chiesa, supportata da una grande floridezza economica e culturale. Ma nel 1500 lo sviluppo di Siracusa viene bloccato dalle pesanti imposte sulla popolazione da parte di Carlo V. Il terremoto del 1693 colpisce duramente la città. L’opera di ricostruzione, però, permette agli architetti ed agli scalpellini locali di “ripensare” l’aspetto di Siracusa, arricchendo con gli elementi barocchi i palazzi già esistenti. L’equilibrio plurisecolare tra chiesa e governo che è stato il segreto della magnificenza di Siracusa, si rompe però con i Borboni, impegnati sia nella lotta al feudalesimo che contro il potere ecclesiastico. L’unità d’Italia porta infine allo smembramento delle proprietà della Chiesa e alla creazione di un nuovo tessuto urbano.
   
barocco » IL BAROCCO
Il tremendo sisma del 1693, che non distrusse completamente Ortigia pur causando 4.000 morti, segnò un’importante “conversione” di palazzi già esistenti allo stile imperante del tempo, il barocco. Il risultato è un’armonia che fa di Ortigia un luogo assolutamente unico, nel quale si amalgamano aspetti architettonici ed urbanistici tipici dell’”anarchia equilibrata” che imperversò all’inizio del Settecento e che si richiamano al periodo greco, al medioevo, alla dominazione spagnola.
   
  » IL SENATO
Costruito nel 1622 accanto al Duomo, in una posizione quantomai simbolica voluta dal Senato siracusano, il palazzo del Municipio fu progettato da Giovanni Vermexio, archietto di origine spagnola. Sulla pietra dell’angolo sinistro della facciata è scolpita una lucertola, considerata la firma dell’architetto, che per il suo aspetto fisico era soprannominato "lucertolone". La caratteristica del palazzo è la fusione, tipica dei Vermexio, di elementi rinascimentali e barocchi. L’aquila imperiale che orna la facciata è opera di Gregorio Tedeschi e risale al 1633.
   
santa lucia » GLI ALTRI PALAZZI E LE CHIESE
L’ultimo rifacimento di palazzo Beneventano del Bosco, risalente al 1779, fu cominciato dall’architetto Luciano Alì. Il prospetto conserva, al pian terreno, aspetti cinquecenteschi. Il cortile interno, in stile rococò è di notevole pregio per la monumentale scalinata e le colonne binate sovrapposte. A sinistra palazzo Arezzo della Targia, dalla facciata curvilinea. Accanto la sede del vecchio museo archeologico, la cui fondazione iniziale risale al XVI secolo. A chiudere la piazza la facciata barocca della chiesa di Santa Lucia alla Badia, costruita dopo il sisma del 1693 su progetto di Luciano Caracciolo. La facciata è divisa in due ordini da una ringhiera a petto d’oca, mentre il portale è incorniciato da tre colonne tortili e sormontato da un frontone con i simboli del, martirio di Santa Lucia. All’interno, a navata unica, quattro altari barocchi, una cantoria chiusa da una "gelosia" di legno per le suore di clausura, poi stucchi e dorature di epoca barocca. Attiguo a Santa Lucia alla Badia, il complesso di Montevergini e l’ex orfanotrofio delle Cinque piaghe.
   
chiese barocche » CHIESE BAROCCHE
Santa Lucia fuori dalle mura sorge nell’omonima piazza, costruita nel luogo dove la tradizione vuole che la santa patrona di Siracusa sia stata martirizzata nel 303. Fondata dai Bizantini, ricostruita dai Normanni, la basilica fu ristrutturata dopo il terremoto del 1693. L’esterno della basilica presenta un portaletto con capitelli del XII secolo, sormontato da un rosone trecentesco, tutto inquadrato da un porticato progettato da Pompeo Picherali. All’interno, a tre navate, una croce dipinta di scuola pisana del 1100, a destra del presibiterio la colonna dove la tradizione vuole avvenne il martirio di Lucia. Una scala conduce alla cappella del Sepolcro, dove un tempo era il luogo di sepoltura della santa. Sulla balza più vicina al mare di Akradina la chiesa seicentesca dei Cappuccini, che fa parte del complesso che comprende anche un convento. All’interno l’altare è sovrastato da un trittico di tele con la Madonna tra Sant’Agata e Santa Lucia, attribuito a Mattia Preti.
   
santuario » IL SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE LACRIME
Punto di riferimento visivo per la città, il santuario della Madonna delle Lacrime è stato completato secondo il progetto degli architetti francesi Andrault e Parat nel 1994. La cerimonia di consacrazione di uno dei più importanti tempi mariani del Sud fu presieduta da papa Giovanni Paolo II. Il culto della Madonnina a Siracusa nacque nel 1953, quando in una casa di via degli Orti, nella zona della Borgata Santa Lucia, in una modesta abitazione un’effige di gesso della Madonnina cominciò a sgorgare lacrime. Oggi il santuario della Madonna delle Lacrime è uno dei più importanti per il culto di Maria nel mondo. Il tempio, progettato negli anni Sessanta, ha una pianta circolare di 90 metri e la sua guglia, sulla quale è stata posizionata una statua della Madonna, domina la città da quasi 100 metri d’altezza. Tra le 19 cappelle della cripta anche la prima di rito bizantino in una chiesa di rito latino in Italia. E’ caratterizzata da un’iconòstasi con le figure tradizionali del rito greco bizantino, con Cristo e la Madonna. Particolarità dell’iconòstasi del santuario la presenza delle icone della patrona Santa Lucia e di San Marciano, primo vescovo della città.
   
MUSEI » I MUSEI
L’enorme mole di oggetti rinvenuti nelle campagne di scavo effettuate a partire dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri a Siracusa e nella sua provincia, ma non solo, ha trovato ampi spazi espositivi al museo "Paolo Orsi", costruito a villa Landolina e inaugurato nell’88. A Ortigia, palazzo Bellomo ospita la Galleria regionale, che accoglie sculture dall’Alto medioevo all’età moderna. Oltre a queste due strutture "maggiori", Siracusa ospita altri musei e collezioni. Da segnalare, innanzitutto, quella numismatica, nel palazzo del vecchio museo archeologico in piazza Duomo. La collezione è una delle più importanti del mondo e in otto sale propone un percorso alla scoperta della moneta, soprattutto siciliana, nel periodo greco. Il Museo del papiro, uno dei simboli della città, fu inaugurato nel 1989 in viale Teocrito. Sono raccontate la storia e le secolari tecniche di lavorazione della pianta per la produzione di carte ma anche di altri oggetti, dai canestri alle barche. A Ortigia, nella zona della Giudecca, il museo dei pupi della famiglia Vaccaro, che da oltre un secolo si dedica a questa particolare arte. In via Alagona, infine, il Museo del cinema, che vanta una ricca cineteca.
   
ORSI » IL MUSEO ARCHEOLOGICO PAOLO ORSI
La modernissima struttura del museo archeologico regionale "Paolo Orsi" (intitolato all’archeologo trentino che operò a Siracusa per 45 anni a partire dal 1866) è circondata dal maestoso parco di villa Landolina. Riordinati dopo la guerra dal soprintendente Luigi Bernabò Brea, i 18 mila reperti esposti al museo "Orsi" sono presentati secondo un rigoroso criterio cronologico e topografico. Tra di essi da segnalare gli scheletri di due elefanti nani trovati nella grotta di Spinagallo e i vasi della cultura di Thapsos per l’età arcaica; i "kouros" e le "kore" di Leontinoi e la "kourotrophos" (Dea madre che allatta due gemelli) di Megara Hyblaea del periodo della colonizzazione dei greci; la splendida Venere Anadiomene copia romana di un originale greco della scuola di Prassitele e il cavalluccio bronzeo del VII secolo scoperti a Siracusa.
   
bellomo » GALLERIA REGIONALE DI PALAZZO BELLOMO
Il palazzo medievale nel cuore di Ortigia presenta una ricca collezione. Al pian terreno, oltre a sarcofagi di epoca bizantina, la Madonna che allatta il Bambino di Antonello Gagini, detta anche Madonna del Cardillo; il monumento funerario di Eleonora Branciforte d’Aragona, opera di Giovan Battista Mazzolo. Tra le carrozze esposte due berline del XVIII secolo, una vescovile ed una nobiliare. La scala esterna, in stile catalano, porta al primo piano, sede della Pinacoteca. Due i dipinti di maggiore interesse. Innanzitutto l’Annunciazione di Antonello da Messina, datata 1474, proveniente dalla chiesa dell’Annunziata a Palazzolo, opera del periodo maturo della produzione del maestro. Quindi il Seppellimento di Santa Lucia di Michelangelo Merisi da Caravaggio, dipinta nel 1608 per la chiesa di Santa Lucia fuori le Mura.
   
ARETUSA » LA FONTANA ARETUSA
L’attuale aspetto della Fontana Aretusa risale ad un rifacimento degli antichi lavatoi avvenuto nel 1843. Un luogo di grande suggestione, che la tradizione vuole teatro del mito della ninfa Aretusa e di Alfeo, a rappresentare l’unità dell’antica Siracusa con la Grecia. Oggi nel bacino semicircolare crescono rigogliosi i papiri. Sin dall’inizio del XIX secolo l’acqua della fonte venne utilizzata per le concerie i cui resti oggi sono nelle fondamenta delle case del vicino lungomare Alfeo. Alla fonte Aretusa fece rifornimento la flotta inglese comandata da Oratio Nelson prima della vittoriosa battaglia di Abukir.
   
il fiume ciane » IL CIANE
Parte integrante dal 1984 della Riserva naturale orientata condivisa con l’ampia zona delle Saline, il Ciane nasce dalle sorgenti Pisima e Pismotta, che formano subito un profondo laghetto circolare. Si tratta di uno dei luoghi di culto più antichi della Sicilia (collegato quasi sicuramente all’Olympeion poco distante) ed è legato al mito di Persefone. La ninfa Ciane, infatti, fu tramutata in fiume per avere tentato di impedire il rapimento della dea da parte di Ade. Il Ciane è percorribile con barche a remi che risalgono la corrente del fiume partendo dalla sua foce sul Porto grande, condivisa con quella dell’Anapo e del canale Mammaiabica. Lungo le rive del Ciane crescono rigogliosi i papiri (Ciperus Papyrus), importati probabilmente in Sicilia dagli arabi, come gli agrumi, anche se alcuni studiosi fanno risalire l’arrivo del papiro a Siracusa al III secolo a.C., direttamente dall’Egitto.
   
GIUDECCA » LA GIUDECCA - IL BAGNO EBRAICO
Un percorso ellittico scavato nella viva roccia conduce alla polla d’acqua dei bagni cultuali ebraici della Giudecca. Scavati nel sottosuolo dell’antica sinagoga, sulla quale, dopo il 1492 (anno nel quale Ferdinando II il Cattolico espulse tutti gli ebrei) fu costruita la chiesa di San Filippo Apostolo, oggi in via della Giudecca. I bagni ebraici furono realizzati utilizzando antichi ipogei paleocristiani, riadattati ad ospitare il rito delle abluzioni delle donne dopo il parto. Il rito ebraico, infatti, prevede che l’acqua piovana raccolta per questo genere di abluzioni non debba essere toccata dall’uomo. Siracusa ospitò a lungo la più grande comunità ebraica in Sicilia. Dalla metà del XV secolo, quando erano un quarto della popolazione di Siracusa, furono trasferiti da Akradina ad Ortigia, dove esercitarono le loro attività di venditori di stoffe ed orafi.
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